Dipendenze: l’importanza di essere in sintonia con i ragazzi

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Dipendenze: l’importanza di essere in sintonia con i ragazzi

Dr.ssa Gianna Autullo
Psichiatra e Psicoterapeuta

Le sostanze e i comportamenti a rischio sono sempre di più una piaga sociale. Lo dimostrano anche i dati in crescita. Cosa rende questo fenomeno così dilagante secondo la sua esperienza?

Oltre alla pericolosità sull’uso di sostanze e in generale dei comportamenti a rischio, ci sono altri due elementi da attenzionare tra i giovani e i giovanissimi: i rapporti sociali e l’importanza di avere una rete affettiva solida. I ragazzi più giovani potrebbero avere un’idea distorta delle sostanze e delle persone che ne fanno uso, come conseguenza di falsi miti e stigmatizzazioni.

Ci spieghi meglio.

Prendiamo ad esempio l’alcol. Ragazzi molto giovani possono incorrere in fasi di abuso, come spesso accade in adolescenza, ma anche se sono comportamenti da monitorare, non necessariamente il suo uso diventa patologico. Lo diventa invece se quel ragazzo rischi di trovarsi da solo e isolato da qualsiasi contesto e quella sostanza utilizzata diventa qualcosa che in qualche modo va a sostituire altre forme di legame.

Cosa possiamo fare se questo accade?

Intanto possiamo riconoscere che siamo davanti a un problema relazionale, associato al bisogno di trovare qualcosa che gratifichi il ragazzo per colmare una mancanza. È qui che dovrebbero intervenire gli adulti e una rete affettiva solida. Non è terrorizzando e colpevolizzando i ragazzi che si ottengono risultati, piuttosto bisognerebbe rendere più consapevoli gli adulti ad essere vicini alle difficoltà emotive degli adolescenti.

Cosa possiamo dire a un genitore che si trova ad aiutare il figlio con una difficoltà di dipendenza?

Consiglio ai genitori di farsi seguire loro come primo step, soprattutto quando si tratta dei più giovani. Farsi aiutare nella comprensione di quelle che sono poi le difficoltà sottese all’uso delle sostanze del figlio perché non è togliendo in modo coercitivo una sostanza, o chiudendo un figlio in casa, o minacciandolo, che l’abuso verrà ridotto. È sanando quello che c’è alla base che può aiutare a guarire qualcosa di molto più profondo.

I video VR 360° sono stati realizzati
dalla Società Euromedia

Ideazione e storyboard
Gianluca Perissinotto

Supervisione Testi
Team Comunità Incontro

Regia
Grazia Morace

Riprese 360°
Matteo Marcheschi

Montaggio e compositing
Andrea Tappo

Applicazione VR per Oculus
Simone Stella

Esportazioni video per Google Cardboard
Mauro Cattani – Roberto Falchi

Grafica
Francesca Leonetti

Casting:
Barbara Cinaglia – Grazia Morace

Attori e comparse

Hanno partecipato: Silvia Venturi, Tognini Fausto Jacopo, Massaro Nicola, Venanzetti Dario, Barchiesi Marco, Brizi Alessio, Petrucci Massimo, Pieralberto Finali, Sara Paluzzi, Simone Ricci, Giacomo Gubbiotti, Francesco Patrizi, Elena Fantato, Barbara Cinaglia, Pieralberto Finali, Olivio Massarelli, Romina Stentella, Agnese Panetti, Giovanni Patrizi, Cristina Milli, Beatrice Baldassarri, Rocco Malafoglia, Simone Russo, Matteo Falocco, Carlo Falasca, Domiziani Jessica, Michelini Francesco, Lucci Cordisco Riccardo, Giornelli Francesca.

Si ringraziano per le location e per la diponibilità: Istituto Tecnico Tecnologico “Allievi-Sangallo”-Terni, Opificio Terni nella persona di Daniele Canonico, Canottieri Piediluco (Tr), Caffè Bar Natalini.